Pavimento Pelvico

Pavimento Pelvico

Il pavimento pelvico è una complessa struttura muscolo-fasciale che chiude inferiormente la cavità addomino-pelvica e sostiene organi come vescica, utero e retto.

| Il pavimento pelvico corrisponde alla zona genito-urinaria-anale ed è costituito da tessuto muscolare e connettivale.

Partecipa alle funzioni urinaria, fecale, sessuale, riproduttiva, della statica pelvica, biomeccanica del cingolo pelvico. I sintomi causati dalla disfunzione del pavimento pelvico modificano spesso la qualità di vita di chi ne è afflitto, peggiorando notevolmente più aspetti della vita quotidiana.

I disturbi dipendenti da tali alterazioni sono essenzialmente di tre tipi:

Disturbi della minzione (ritenzione e incontinenza urinaria);

Disturbi da dislocazione ed ingombro (prolasso utero-vaginale e prolasso del retto, prolasso muco-emorroidario, atrofia vaginale, dipareunia, alterazioni dell'attività sessuale);

Disturbi della defecazione (stipsi da ostruita defecazione e incontinenza fecale).

Tali patologie determinano una situazione di profonda compromissione della qualità di vita con notevole impatto sociale (isolamento, modificazioni delle abitudini di vita), psicologico (depressione, abbassamento dell'autostima, apatia, paura), occupazionale (assenteismo), relazionale (vestiario, problemi nelle relazioni familiari), fisico (limitazione o cessazione dell'attività fisica) e sessuale (calo della libido, rinuncia all'attività sessuale).

Info e Prenotazioni

Funzione urinaria e pavimento pelvico

La funzione urinaria coinvolge le alte vie urinarie (reni e ureteri) e le basse vie urinarie, costituite da vescica e uretra. La vescica funge da “serbatoio” dell’urina, mentre l’uretra è il condotto che la conduce all’esterno. Il pavimento pelvico, con le sue fibre muscolari, forma lo sfintere uretrale interno (involontario) e quello esterno (volontario), che permette di controllare la minzione.

L’urina, filtrata dai reni, passa negli ureteri fino alla vescica, dove recettori sensoriali inviano al cervello informazioni sul riempimento. Quando si decide di urinare, la vescica si contrae, gli sfinteri si rilasciano e l’urina viene espulsa. Il periodo di accumulo è la “fase di riempimento”, mentre l’emissione è la “fase di svuotamento”.

Normalmente, l’intervallo tra due minzioni è di 3-4 ore, variabile secondo fattori come alimentazione, idratazione e sudorazione.

Funzione fecale e pavimento pelvico

La funzione fecale è svolta dal tratto finale dell’intestino. Le feci, prodotte dalla digestione, si accumulano nel sigma, serbatoio del materiale fecale. Due volte al giorno circa, passano nell’ampolla rettale, dove vengono percepite secondo la quantità presente; anche i gas vi giungono.

Ciò provoca il rilassamento dello sfintere anale interno (involontario), mentre il materiale passa nel canale anale, dove recettori sensoriali distinguono feci o gas. Lo sfintere anale esterno (volontario) si contrae impedendo la fuoriuscita. La continenza è garantita dagli sfinteri, dal muscolo pubo-rettale, dall’elasticità del retto e dalla consistenza delle feci.

Durante la defecazione, la pressione addominale aumenta grazie ai muscoli addominali e al diaframma, mentre sfintere esterno e muscolo pubo-rettale si rilasciano, permettendo l’espulsione. È normale evacuare da due volte al giorno a due volte a settimana.

Funzione sessuale e pavimento pelvico

La sessualità è una funzione complessa che coinvolge aspetti fisici, biologici e psico-relazionali, interessando vari sistemi, tra cui quello muscolare, in particolare i muscoli del pavimento pelvico.

In entrambi i sessi la funzione sessuale comprende quattro fasi: desiderio, eccitazione, orgasmo e risoluzione. Nella donna, i muscoli del pavimento pelvico circondano la vagina, permettendo la penetrazione e partecipando all’orgasmo con contrazioni ritmiche.

Nell’uomo, questi muscoli contribuiscono ai meccanismi di erezione ed eiaculazione grazie alla loro attività contrattile.

Funzione riproduttiva e pavimento pelvico

Il ruolo del pavimento pelvico nella funzione riproduttiva è relativo al parto. Durante tale evento i muscoli di questa zona si lasciano distendere per permettere la fuoriuscita del feto. Inoltre essi sono parte attiva nel promuovere la fuoriuscita del neonato attraverso una buona capacità contrattile.

E’ pertanto utile che in occasione di questo importante evento, i muscoli del pavimento pelvico possiedano una buona capacità elastica.

Funzione statica e pavimento pelvico

Consiste nella capacità di mantenere in sede degli organi della bassa pelvi (vescica e uretra, utero e canale vaginale, retto e canale anale) rispetto sia alla forza di gravità, sia agli aumenti di pressione intraddominale che si verificano normalmente durante le attività quotidiane (tossire, flettere il busto per raccogliere un oggetto, sedersi, alzarsi, ecc.).

La funzione relativa alla statica pelvica viene realizzata dal pavimento pelvico, sia con la porzione muscolare, sia con quella connettivale. La prima, più esterna, costituisce il sistema di sostegno e può essere paragonata alla funzione svolta dall'acqua quando fa galleggiare una nave. I muscoli del pavimento pelvico sono infatti posti al di sotto dei visceri e li fanno “galleggiare”.

Funzione biomeccanica e pavimento pelvico

Il pavimento pelvico appartiene al cingolo pelvico, costuito da diverse strutture biomeccaniche: ossa del bacino, muscoli, legamenti. Questi elementi cooperano insieme per assicurare stabilità al corpo, insieme alle strutture muscolo scheletriche del tronco, come la colonna vertebrale.

Ad esempio, ogni volta che un arto superiore o inferiore si muove (es.: camminare, afferrare un oggetto, ecc.), le strutture biomeccaniche del cingolo pelvico e/o del tronco si attivano per fare da “contrappeso” alla parte che si muove. Così il movimento diventa armonico, preciso e funzionale. Ne deriva che in alcune condizioni funzionali, come afferrare un oggetto con le mani, si contraggano anche i muscoli del cingolo pelvico, compreso il pavimento pelvico.

| Sintomatologia delle disfunzioni del Pavimento Pelvico

Sintomi del comparto anteriore

I disturbi urinari si dividono in sintomi della fase di riempimento, di svuotamento e post-minzionali. Il sintomo più comune del riempimento è l’incontinenza urinaria, cioè la perdita involontaria di urina, che in Italia colpisce circa 3 milioni di persone, soprattutto donne.

Ne esistono tre tipi:

Da sforzo, che compare durante azioni come tossire, sollevare pesi o fare le scale, tipica del post partum e della menopausa.Da sforzo, che compare durante azioni come tossire, sollevare pesi o fare le scale, tipica del post partum e della menopausa.

Da urgenza, legata a un bisogno improvviso e incontrollabile di urinare.

Mista, che combina entrambe le forme.

Tra gli altri sintomi di riempimento compaiono l’urgenza, la frequenza urinaria (più di 7 minzioni al giorno) e la nicturia (bisogno di urinare di notte).

I sintomi di svuotamento includono difficoltà a iniziare la minzione, flusso debole o intermittente e necessità di spingere con l’addome. Tra i sintomi post-minzionali figurano il senso di svuotamento incompleto e il gocciolamento dopo la minzione.

Sintomi del comparto medio

Le disfunzioni sessuali sono difficoltà o impossibilità nei rapporti, mancanza di soddisfazione o dolore durante l’attività sessuale, e possono interessare entrambi i sessi.

Nel sesso femminile, il pavimento pelvico può esserne causa, conseguenza o fattore di mantenimento. Il prolasso degli organi pelvici è la discesa verso il basso di uno o più organi: cistocele (vescica), isterocele (utero), rettocele (retto) o enterocele (intestino), ed è una condizione tipicamente femminile.

I sintomi includono sensazione di corpo estraneo o “pallina” vaginale, peso al basso ventre o zona genito-anale, peggioramento serale e difficoltà alla defecazione.

Le principali cause sono gravidanza, parto, sovrappeso, stipsi, tosse o sforzi ripetuti, e sport ad alto impatto. Il disturbo coinvolge sia i muscoli di sostegno sia i tessuti connettivi del pavimento pelvico.

Sintomi del comparto posteriore

I principali disturbi sono:

Incontinenza ai gas e/o alle feci, ossia la perdita involontaria di gas o feci solide o liquide. È un sintomo molto invalidante, spesso sottovalutato perché difficile da riferire.

Stipsi o costipazione, cioè difficoltà nell’evacuazione, per frequenza ridotta o sforzo nell’espulsione. Sono normali da 2 evacuazioni al giorno a 2 a settimana. Può dipendere da ridotta motilità intestinale o da disfunzione del muscolo pubo-rettale, che non si rilassa durante la defecazione, causando difficoltà o sensazione di svuotamento incompleto.

Dolore ano-rettale e prolasso ano-rettale, spesso collegati alla sindrome del dolore pelvico cronico o al prolasso degli organi pelvici.

Medical Care centro specializzato per la diagnosi e la prevenzione delle patologie del pavimento pelvico

Presso il Medical Care è attivo il reparto specializzato per la diagnosi e per la terapia delle malattie del Pavimento Pelvico in un'ottica di integrazione tra i diversi specialisti che tradizionalmente se ne occupano (chirurgo colo-rettale, urologo, ginecologo, riabilitatore, endoscopista, gastroenterologo e radiologo).

Il primo obiettivo

È la diagnostica integrata che permetta uno studio completo del pavimento pelvico all'interno della stessa struttura affinchè ci sia una facile integrazione dei dati clinici e soprattutto che le facilitazioni logistiche non inducono i pazienti a desistere dal completare l'iter diagnostico.

Il secondo obiettivo

È il trattamento delle patologie del pavimento pelvico, che unisce competenze uroginecologiche e coloproctologiche. Gli interventi possono essere eseguiti in un unico tempo o in più fasi, per garantire coerenza clinica e comodità al paziente. Fondamentale è anche la riabilitazione del pavimento pelvico.

Diagnosi e prevenzione del cancro deII'ano.

Recenti studi hanno dimostrato che l’infezione da HPV e HIV sono i principali fattori di rischio per il cancro dell’ano. Le varianti HPV 16 e 18 causano circa l’80% dei carcinomi anali. Sebbene rappresenti meno dell’1% dei tumori, l’incidenza è aumentata negli ultimi anni per la maggiore diffusione dell’HPV. In Italia l’infezione da HPV è molto comune: fino all’80% delle donne sessualmente attive la contrae nel corso della vita, con un picco sotto i 25 anni.

Studi recenti mostrano che l’identificazione e il trattamento delle lesioni precancerose riducono del 56% il rischio di tumore e di oltre l’80% la mortalità. La diagnosi precoce dell’HPV previene la formazione di lesioni e il carcinoma anale. L’HPV Test, eseguito con tampone nei centri dedicati, consente di individuare il virus nelle sedi d’infezione. Le lesioni anali, spesso non visibili esternamente, si riconoscono solo con esami strumentali specifici; se non trattate, possono evolvere in tumore. Per questo la diagnosi accurata è fondamentale.

L'anoscopia ad alta risoluzione è indicata per:

  • Pazienti con lesioni potenzialmente pericolose;
  • Pazienti che hanno lesioni sospette per neoplasia;
  • Pazienti che fanno parte della popolazione a rischio (ad esempio sieropositivi aII’HIV).
Info e Prenotazioni

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Poliambulatorio Specialistico e Odontoiatrico Medical Care Formello
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